l World Wide Web, abbreviato come Web, si compone in realtà di tre tecnologie, tutte introdotte da Tim Barners Lee:
- Il protocollo http;
- Il linguaggio html;
- La URI del sito.
Le tecnologie alla base
Il protocollo HTTP
L’HyperText Trasfer Protocol fu introdotto alla fine degli anni ’80, ed è un protocollo di livello 7 (come lo è, ad esempio, il più semplice FTP). Viene anche definito come protocollo a livello di applicazione, in quanto rappresenta l’interfaccia usata dall’utente per abilitare operazioni sugli ipertesti, come, ad esempio, la consultazione di una pagina web. (qui per una descrizione della suite di protocolli).
La prima versione dell’HTTP era la 0.9, ed era in grado di gestire unicamente la chiamata di una pagina HTML (d’altronde era stato introdotto proprio per gestire file di tipo testuale). Gli stessi diti web erano pagine html statiche, che rimandavano a dei link che individuavano la risorsa sul web.
Attualmente le cose sono più complesse. I siti web sono diventati pagine dinamiche, costituiti da vari megabyte di dati. Tuttavia l’HTTP/1 prevede che ogni richiesta sia elaborata singolarmente, e pertanto, più un sito web è complesso, maggiore è il tempo necessario per caricate la pagina.
HTTP/2 e, soprattutto, HTTP/3 (non ancora del tutto adottato come standard) intendono superare questo limite. L’HTTP, sviluppato da Google, ha delle caratteristiche che lo rendono ideale per gestire file dinamici.
- Il protocollo si basa su dati binari anziché su file di testo;
- client e server possono gestire più richieste contemporaneamente;
- viene eliminata la ridondanza non necessaria;
- se il server è in grado di prevedere quali dati saranno ancora necessari al client, può inviarli direttamente alla memoria cachet.
L’HTTP/2 (aggiornato nel gennaio 2020) ha avuto un’enorme diffusione, e attualmente il 42% dei siti usa questo standard.
Il linguaggio html
Sviluppato nei primissimi anni ’90, l’html ha lo scopo di gestire i contenuti, associando la struttura grafica ai contenuti, il tutto all’interno di una pagina web, realizzata mediante l’uso di diversi tag.
Anche se viene definito un linguaggio (propriamente: linguaggio di markup) non lo è, in quanto mancano le strutture proprie dei linguaggi di programmazione, quali la definizione delle variabili, i cicli, le operazioni sui dati, ecc. Piuttosto è un sistema di marcatura dei contenuti, creato con lo scopo di dare una formattazione ai dati.
Tuttavia con gli anni l’HTML ha avuto ben altri usi. Dal momento che l’HTTP era stato creato per chiamare pagine ipertestuali tramite l’HTML, l’uso del linguaggio di markup è stato sempre più usato per la creazione di siti.
Ciò era sufficiente fin quando i siti stessi non diventarono più complessi. Infatti oggi essi sono un mosaico di diversi tipi di file, tutti gestiti tramite un database. Questo è utile per suddividere il layout dai contenuti, e questo è anche ciò che rendeva obsoleto l’HTML, nel quale i contenuti della pagina web erano uniti all’aspetto grafico.
Attualmente l’HTML 5, sebbene nato come modificazione dell’HTML 4, offre molto di più: permette di integrarsi con javascript, definisce nuovi elementi propri dell’HTML, può integrare elementi multimediali, usa interfacce di programmazione.
La URI del sito
Un URI (Uniform Resource Identifier) è una sequenza di caratteri che identifica in modo univoco una risorsa; un documento, un’immagine, un indirizzo di posta elettronica.
La URI non è un indirizzo, ma piuttosto è uno schema che identifica una risorsa: un sito (e in questo caso si parla di URL – Universal Resource Locator), oppure un singolo file (URN – Universal Resource Name).
Un esempio di URL è www.webazione.it, mentre isbn:0-395-36341 è una URN.
La URI si compone di 5 elementi:
- Lo schema fornisce informazioni sul protocollo utilizzato (ad esempio HTTP o FTP):
- L’autorità identifica il dominio (.org, .it ecc.);
- Il percorso è dove è localizzata la risorsa;
- La query rappresenta la richiesta;
- Il frammento indica un aspetto parziale della risorsa.
Inoltre possiamo parlare di URL assoluta e relativa. Una URL assoluto è un indirizzo completo (http:www.webazione.it), mentre la URL relativa è una sua abbreviazione (webazione.it), contenenti solo alcuni elementi basilari, mentre il resto dell’indirizzo viene inferito dal Browser.
Il WWW
il Progetto World Wide Web (letteralmente: “ragnatela estesa al mondo”) era inizialmente un database di link, e si basa su concetti teorici risalenti al 1969. Tuttavia la proposta di un sistema ipertestuale risale al 1945, quando Vannevar Bush pubblicò il suo articolo “as we may thing“, mentre il termine “ipertesto” fu introdotto nel 1965 da Ted Nelson.
Originariamente il World Wide Web era un sistema di scambio di file usato all’interno del CERN di Ginevra. Alla base vi era il progetto di Barners-Lee, elaborato insieme a un collega belga, per la condivisone delle informazioni in formato elettronico. Tuttavia esso nacque da una semplice osservazione: Barners-Lee fu colpito del modo in cui alcuni colleghi italiani si scambiavano informazioni da un piano all’altro dell’istituto tramite una linea telefonica connessa a un video terminale.
tali studi risalgono al 1989, e nel 1991 il ricercatore inglese pubblica il suo primo sito web (e questa viene indicata anche la data ufficiale di nascita del web), rivelando l’esistenza del progetto in diversi newsgroup.
Infine, nel 1993, il CERN decise di rendere pubblico il codice del World Wide Web. Da questo momento si può parlare di Web 1.0.